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Simbolo del riciclo della plastica: logo e sigle corrispondenti

La raccolta differenziata è un dovere, iniziando dalla plastica

Conosciamo il significato del simbolo del riciclo della plastica? sappiamo come comportarci se un oggetto o un prodotto porta il logo del riciclo? Forse no, ci siamo abituati a vederlo, ma in realtà non conosciamo il vero significato di ciò che vediamo e delle sigle che sono espresse all’interno del logo.

A volte diventa anche difficile saper distinguere un oggetto in plastica da altro materiale, per questo la normativa europea a stabilito di indicare in ogni oggetto di uso comune un simbolo ben comprensibile che possa aiutare il cittadino a compire una giusta raccolta differenziata dei rifiuti.


Per avere davvero approccio green bisogna essere informati e conoscere il significato di simboli del riciclo e in particolare il simbolo del riciclo della plastica, materiale di uso comune ma pericolosissimo per l’ambiente, che non bisogna mai perdere di vista ma cestinare nella maniera giusta.

Per salvare il pianeta si può iniziare da un consapevole riciclo delle materie prime come la plastica.

Simbolo riciclo della plastica

I simboli del riciclo dalla plastica, della carta, del vetro e di tutti i materiali, inizialmente così sconosciuti, sono oggi diventati per noi di dominio pubblico. Anche i bambini riconoscono al volo questo simbolo ma ne comprendono in parte il significato.

Ci sono voluti anni affinché la raccolta differenziata potesse diventare una prassi normale e un’abitudine giornaliera.

Ma si conosce davvero il simbolo del riciclo che vediamo su contenitori? Conoscerne i simboli può essere importante per


  • rendere più agevole la raccolta dei rifiuti casalinga
  • non incorrere in multe per errata differenziazione dei rifiuti
  • effettuare una efficace differenziata
  • conoscere le materie prime che utilizziamo ogni giorno

Il simbolo è noto:

  • si tratta di un triangolo di 3 frecce che creano un ciclo.
  • All’interno delle 3 frecce appare un numero e sotto una sigla che descrive la tipologia del rifiuto.

ciclo del riciclo della plastica

Si trova in tutti i materiali che possono essere destinati al riciclo. In particolare è molto comune sulle confezioni in plastica, in carta, in alluminio…. tutte materie prime che si possono riciclare ormai in qualsiasi stabilimento di gestione dei rifiuti.



Origine: il ciclo di Moebius

Il simbolo per il riciclo dei materiali trae origine dal ciclo di moebius: ideato nel 1858 dal matematico e astronomo tedesco August Ferdinand Moebius, il nastro è una figura geometrica che illustra il concetto d’infinito.

Significa che il prodotto è riciclabile ma anche che la confezione è composta di materiali riciclati o è riciclabile anch’essa.

Il simbolo è stato utilizzato come sigla ufficiale dalla Commissione europea nel 1997, per consentire il riconoscimento immediato dei materiali e si compone di tre frecce che si inseguono e possono essere nere o verdi. Si trovano sulle confezioni e indica la riciclabilità del prodotto.

Dove si trova

Il ciclo di mobius prima di tutto si trova affisso sui bidoni della spazzatura per indicare quale contenitore gettare, ha uno scopo immediato che ormai è divenuto pratica giornaliera.

Ma è presente anche in tutti i contenitori, dal latte alle bottiglie alle scatole, tutto il packaging che si maneggia nel quotidiano riporta il simbolo del riciclo.

La legge europea ha stabilito che in ogni packaging appaia il simbolo perché a volte può sembrare davvero difficile capire di cosa sia fatto un contenitore: un esempio è dato dal tetrapak o dal polistirolo stampato.


contenitori con simbolo riciclo plastica

I simboli del riciclo: la lista

La raccolta differenziata è un dovere civico ma anche un obbligo per la salvaguardia del Pianeta: per orientarsi nel mondo spesso confuso dei simboli del riciclo ecco una lista aggiornata di tutte le etichette riportate sui materiali di uso comune.

Il triangolo di frecce nero o bianco o verde indica un prodotto completamente riciclabile o in parte composto di materiale plastico riciclato. All’interno delle frecce sono presenti dei numeri da 1 a 6, indicano il tipo di plastica utilizzata e riciclabile. In alcuni casi numero è accompagnato anche da sigle. La presenza del numero 7 indica che il materiale non è riciclabile.

L’esagono si utilizza come simbolo di materiali che contengono liquidi e al suo interno ci sono le sigle: PET, PE, PP, PS e PVC che indicano vari tipi di plastica che compongono il contenitore.

Se all’interno del trapezio è presente la sigla PI vuol dire che sono presenti due materiali differenti: ad esempio cartone e plastica e quindi il packaging non può essere riciclato.

Se è presente la sigla AL vuol dire alluminio (come nel caso delle lattine) ACC è l’acciaio e VE il vetro, CA cartone mescolato ad altri materiali ma riciclabile con la carta.

codici e sigle per riciclo plastica

Il disegno del cestino dei rifiuti è un monito a buttare il rifiuto in maniera consapevole.

Il simbolo “appiattire dopo l’uso” è comune nei contenitori del latte o dei succhi che vanno appiattiti prima di essere cestinati.


I loghi PEFC e Forest Steward Council sono simboli ideati nel 1998. Il logo PEFC che sta per Programme for the endorsement of forest certification schemes indica che il prodotto è realizzato con almeno il 70% di materia prima proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile, riciclata e da fonti controllate. Il simbolo FSC che sta per Forest Steward Council fa riferimento allo schema di certificazione forestale del 1993.

logo Forest Steward Council

Ecolabel è il marchio di qualità ecologica che indica che un prodotto è a basso impatto ambientale fin dalla sua realizzazione fino allo smaltimento a fine vita. Si tratta di una etichetta sottoposta a certificazione da parte di un ente indipendente e regolarizzata nel 1992 con l’aiuto di associazioni europee di consumatori e ambientaliste.

logo Ecolabel

Il Der Grune Punk o punto verde composto da 2 frecce verdi che si inseguono è un logo usato dalle aziende che vogliono far sapere che smaltiscono in modo ecologico i propri rifiuti. In Italia non è un logo molto utilizzato.

Il logo Raee individua i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche: in questo caso il rifiuto non va gettato tra i rifiuti generici ma raccolto in appositi contenitori perché si tratta di rifiuti che possono essere tossici per l’ambiente e non biodegradabili.

Logo raee

I contenitori appositi si trovano in genere presso grandi negozi di elettronica o presso i negozi di Gdo oppure all’ecocentro comunale.

Ma andiamo ora a scoprire ulterori dettagli del simbolo del riciclo della plastica.


Altri dettagli

L’Italia ha un primato in contenitori plastici e questo porta ad avere anche un primato nella quantità di rifiuto in plastica da dover smaltire.

I contenitori in plastica di uso quotidiano non sono tutti uguali e non si possono identificare con un solo simbolo perché differenti nella composizione e nel metodo di smaltimento.

Il simbolo del riciclo della plastica indica infatti quale tipo di materia prima è presente per capire come smaltirla.
Iniziamo a conoscere il simbolo del riciclo della plastica che può essere rappresentato in due modi:

  • con un simbolo esagonale: si usa in particolare per i contenitori plastici di liquidi come ad esempio le bottiglie di acqua.
  • un simbolo triangolare a 3 frecce (il ciclo di Moebius) che viene utilizzato in tutti i packaging e contiene al suo interno una sigla e un numero che descrive approfonditamente l’origine della plastica.

Le sigle del riciclo della plastica 

All’interno dei loghi del riciclo della plastica appaiono delle sigle che determinano il tipo di plastica utilizzata per comporre il contenitore:

  • PET n. 1 si tratta di Pet o Polietilentereftalato alla base della composizione di bottiglie, barattoli, piatti e bicchieri utilizzati a fini alimentari. È un materiale plastico leggero e la sua composizione chimica lo rende riciclabile al 100% e all’infinito.
  • PE n 2 indica la composizione in Polietilene, una resina termoplastica ottenuta dalla polimerizzazione dell’etilene. A volte può essere segnalato il Hpde cioè ad alta densità.
    Solitamente questo materiale è usato per contenitori di detersivi, giocattoli, barattoli vari…
  • PVC n. 3 si tratta del Polivinilcloruro, sostanza plastica riconducibile al gruppo delle termoplastiche. Il comune Pvc si utilizza per moltissimi oggetti dai contenitori agli imballaggi alle tubazioni, ai pavimenti fino alla realizzazione di finte pelli e parti di automeccanica…
  • PE n. 4 Polietilene a bassa densità o Ldpe a bassa intensità nei sacchetti o nastri adesivi
  • PP n. 5 si tratta di Polipropilene o Moplen anch’esso della famiglia delle termoplastiche si utilizza molto per realizzare oggetti di arredamento e per la casa, giocattoli.
  • PS n. 6 è invece il Polistirolo o Polistirene, un materiale termoplastico ed anche un derivato dal petrolio con aggiunta di pentano. Si utilizza molto in edilizia come materiale isolante e in logistica per imballare le merci.
  • O oppure PI n. dal 7 al 19 indica tutti gli altri polimeri plastici generici: in genere sono contenitori realizzati da materie differenti accoppiate e non separabile che lo rendono NON RICICLABILE.Un esempio è la carta-plastica, la plastica-alluminio, la carta-alluminio…come il noto tetrapak. Questi oggetti vanno differenziati dalla plastica e buttati in un raccoglitore apposito, se il comune lo prevede.

Altri simboli da conoscere

Tanti consigli per orientarsi meglio nell’utilizzo dei principali elettrodomestici della vostra casa.

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