Come scegliere il legno sostenibile per l’arredamento

Chi ama il legno sostenibile può scegliere di inserirlo in casa in molti modi. Ecco alcune dritte per non incappare in brutte sorprese e per scegliere con intelligenza.

Il legno sostenibile può essere il protagonista di diversi ambienti. Può legarsi ai rivestimenti, quindi ai pavimenti, alla boiserie o anche alle porzioni più speciali come i battiscopa. Può trattarsi anche di una preferenza accordata al mobilio, scelta che interessa la totalità dell’abitazione.

Ma come è possibile comprendere se il legno è sostenibile ed è stato trattato in modo eco friendly? Vediamo di capirne qualcosa in più.

legno sostenibile da foreste

Legno sostenibile: guida alla scelta

Per capire le caratteristiche di un buon legno, dobbiamo fidarci del produttore e delle certificazioni che accompagnano il materiale. Tuttavia, ci sono alcuni elementi che potrebbero venirci in aiuto.




Prezzo

Una scelta lungimirante deve essere attuata a priori, fidandosi dell’antico detto popolare, “chi spende poco spende tanto”. Il legno venduto a prezzi stracciati, non può essere sinonimo di una qualità ricercata. Il legno pregiato è, per sua natura, un materiale particolarmente costoso. Ecco che una prima scrematura interessa il prezzo proposto, il quale è spesso indicativo della bontà e del pregio del materiale.

Certificazioni ed essenze

Scegliere un legno sostenibile significa scegliere una materia prima che è stata prodotta seguendo delle specifiche norme e che possiede delle certificazioni ben precise.

Chi sceglie il legno per il parquet o per il mobilio dovrebbe innanzitutto affidarsi a delle essenze che vengono impiegate su larga scala. In questo modo si ha la certezza che provengano da foreste che sono in grado di riprodursi nel corso degli anni.

Esistono delle certificazioni in merito che attestano questa scelta, fra tutte la Fsc, la Forest Stewardship Council e la Pefc, ovvero la Pan–european Forest Certification Council. Si tratta di certificazioni ecologiche che attestano che il legno impiegato proviene da foreste a gestione sostenibile.

Nella scelta dell’essenza andrebbero inoltre evitati i legni rari, come la quercia, l’ulivo e il leccio. Attenzione anche ai legni tropicali non certificati, perché potrebbero essere frutto di deforestazioni.




Legno inquinato

Una nota a parte merita l’impiego di pesticidi nelle colture e i trattamenti velenosi attuati sulla superficie dopo il raccolto.

Non dimentichiamoci, infatti, che il legno può essere altamente inquinato e che i maggiori pericoli sono dovuti dall’impiego di pesticidi e di sostanze tossiche.

Tra le principali si ricordano il lindano, un’insetticida dalla sospetta azione cancerogena, la dieldrina, i conservanti pentaclorofenolo (PCB) e ossido di tribultistagno (TBTO). E ancora la stessa formaldeide che viene impiegata nel legno impiallacciato e incollato, portatrice dei VOC, le sostanze volatili pericolose, e i conservanti a base di borato, che vengono applicati per evitare la proliferazione delle muffe.

Scegliere un legno sostenibile di qualità

Scegliere un legno sostenibile significa quindi affidarsi a produttori professionali, che certificano il prodotto e anche l’impiego delle sostanze utilizzate nella lavorazione.

Trattandosi di elementi chimici, va da sé che più alto è il prezzo proposto, maggiore è la ricerca in campo. Quindi un mobile o un parquet che presentano un costo equo possono di base essere caratterizzati da una ricerca di trattamenti più naturale e meno dannosa per la salute degli abitanti.

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ELENA

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