Tessile

Tutto sulla fibra di cotone, una delle fibre più utilizzate dall’uomo

Caratteristiche, pregi, storia e lavorazione

La fibra di cotone viene usata soprattutto in campo tessile per la produzione di tessuti di cotone. Lunga, morbida ed estremamente lucida, dalla sua lavorazione è possibile ottenere una stoffa particolarmente leggera e assorbente.


Che fibra è il cotone?

È una fibra tessile naturale di origine vegetale. Insieme alla lana, è una delle fibre più utilizzate dall’uomo. Si ricava dalla pianta di cotone. Appartenente alla famiglia delle Malvacee, è una pianta annuale con un ciclo vegetativo della durata di 6 mesi circa. Tra l’altro, è una delle poche coltivazioni che l’uomo semina da centinaia di anni senza scopo alimentare.

Quando il frutto di tale arbusto giunge a maturazione, si presenta una capsula al cui interno ci sono dai 5 agli 8 semi. Attorno ad essi si sviluppa una fitta peluria bianca, costituita da cellulosa pura, dalla quale viene ricavato il lint, ossia la fibra che è pronta per passare alle successive operazioni.

Fibra di cotone: caratteristiche

La fibra usata per la produzione tessile risulta molto lunga, morbida ed estremamente lucida. Il cotone ha una composizione al 95% di cellulosa e presenta elevate proprietà di assorbimento.

Il colore cambia In base alla provenienza. Nelle varietà americane, la fibra è bianca, in quelle egiziane è giallastra, mentre in quella di origine cinese ha un colore bruno-rossastro.

La lunghezza della fibra varia tra i 60 e i 10 mm.

La fibra di cotone:


  • ha un comportamento anelastico
  • la sua resistenza meccanica è influenzata dalla presenza dell’acqua: le fibre umide sono più tenaci rispetto a quelle secche
  • all’aria presenta una buona stabilità
  • a contatto con la fiamma prende fuoco molto facilmente
  • lascia sulla pelle una piacevole sensazione di freschezza

Per migliorare o enfatizzare alcune caratteristiche dei manufatti in cotone, talvolta vengono eseguiti dei processi particolari, come:

  • sanforizzazione: una serie di lavaggi, pressature e asciugature volte ad ottenere un tessuto con un ritiro inferiore all’1%
  • mercerizzazione: trattamento che dona alla fibra aspetto brillante e lucentezza permanente, maggiore elasticità, grande resistenza alla trazione e maggiore affinità con le sostanze coloranti

Fibra di cotone al microscopio

Osservandola al microscopio, è possibile notare la forma nastriforme a spatola, con circonvoluzioni a spirale e due terminazioni. Le fibre di buona qualità si riconoscono per gli avvolgimenti frequenti e regolari.

Come si produce la fibra di cotone?

Come già accennato, il cotone si ricava da una pianta.



La coltivazione del cotone può avvenire solo in alcuni territori particolari. La pianta del cotone, per potersi sviluppare, ha infatti bisogno di un clima caldo, caratterizzato da periodi di elevata umidità alternati a periodi molto aridi.

Questa alternanza è fondamentale nella fase di maturazione. Per quanto appena detto, la produzione del cotone si è sviluppata principalmente nel Sud degli Stati Uniti, in America Meridionale, nell’Africa settentrionale e occidentale e in Asia centrale.

In genere, la raccolta del cotone avviene alla fine della stagione calda. Di media, da ogni pianta si possono ricavare dai 2 ai 5 chili di fibra di cotone, che vengono ricavati dalla fitta peluria che avvolge i semi della pianta. Questa peluria è costituita da cellulosa. Dalla filatura di questi peli si ottiene il filato di cotone.

Ma andiamo a vedere nello specifico quali sono le varie fasi della sua lavorazione.

La sgranatura

I semi vengono inseriti nella macchina sgranatrice che li apre e separa il seme dal batuffolo di cotone che lo avvolge. Quest’ultimo viene pressato e raccolto in balle di cotone.

La filatura

Il primo passaggio è la battitura, che serve per eliminare i corpi estranei (foglie, terra, polvere…). In seguito avviene la cardatura: le fibre vengono pulite per bene ed orientate tutte nella stessa direzione. A questo punto, le fibre vengono allungate facendole passare tra diversi rulli che ruotano velocemente per rendere più sottile il nastro cardante.


I vari nastri di cardatura vengono attorcigliati insieme in modo da ottenere il filato di cotone, quello che viene usato per il lavoro a maglia o all’uncinetto.

Infine, la tessitura del cotone avviene intrecciando i filati per ottenere il tessuto di cotone, uno dei materiali più usati nell’industria tessile.

Storia

Il cotone ha una storia molto antica. Nella valle dell’Indo, già 9000 anni fa vennero rinvenuti i primi semi della pianta.

Maya, Incas e Atzechi lavoravano e usavano ampiamente questa fibra già migliaia di anni prima della nascita di Cristo. Gli archeologi hanno rinvenuto capsule e tessuti in cotone tra i reperti delle società primitive del Messico vissute oltre 7000 anni fa. Testimonianze dell’uso della fibra di cotone sono contenute anche nei geroglifici Egizi e negli scritti di Erodoto (V sec. a.C.).

In Europa, invece, il cotone venne portato poco prima dell’anno 1000 dai Saraceni, i quali cominciarono a coltivare le prime piantagioni in Sicilia. Dovettero però passare tre secoli prima che l’utilizzo del cotone si diffondesse, perché per molti anni fu considerato un prodotto di lusso.

L’importanza della fibra di cotone aumentò in maniera significativa dopo la scoperta dell’America. Nel nuovo continente, vennero infatti scoperte alcune specie di cotone locale diverse da quelle asiatiche.

Il boom della diffusione si ebbe con la Rivoluzione Industriale (tra i secoli XVII e XIX). Con l’invenzione della macchina sgranatrice, il costo e il tempo di produzione di questo materiale si abbassarono notevolmente.

Purtroppo, però, la storia del cotone è anche legata a quella della schiavitù. Nel 1600, in Louisiana, nacquero le prime grandi piantagioni di cotone dove gli schiavi erano costretti a raccogliere le piante destinate ad essere lavorate.

Fibra di cotone: utilizzi

Il cotone viene principalmente usato nel settore tessile, sia nel campo dell’abbigliamento che in quello dell’arredamento. Viene usato soprattutto per confezionare capi estivi e capi di abbigliamento intimo, ma anche lenzuola, asciugamani, cuscini e fodere di capi più pesanti. Minore è invece il suo impiego nel campo dell’abbigliamento tecnico dove vengono preferite le fibre sintetiche.


Tuttavia, della pianta del cotone non si butta via praticamente niente. Viene infatti usata anche in altri modi:

  • dalla fibra si producono cotone idrofilo e ovatta
  • dai semi si ottiene olio per uso alimentare
  • dalla cellulosa, opportunamente trattata con composti di azoto, si possono ottenere esplosivi

Fibra di cotone: vantaggi

Il cotone è un tessuto naturale al 100%. È biodegradabile, ecologico, riciclabile e con una composizione di cellulosa pari al 95%. Andiamo a vedere nello specifico quali sono le sue caratteristiche:

  • materiale morbido e leggero
  • ha elevate proprietà di assorbimento
  • resistente
  • ipoallergenico
  • permeabile all’aria
  • traspirante
  • igroscopico
  • adatto per tutte le stagioni
  • tampona il cattivo odore di sudore

Fibra di cotone: svantaggi

  • è poco elastica
  • offre un isolamento termico limitato
  • si restringe al primo lavaggio

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