RIscaldamento

Termosifoni in ghisa: tutto su questo sistema di riscaldamento dal fascino vintage

Caratteristiche, vantaggi, svantaggi, pulizia e manutenzione

Imponenti e possenti, i termosifoni in ghisa sono uno degli elementi imprescindibili delle abitazioni italiane dagli anni ‘50 ad oggi.

Tra i modelli più diffusi di caloriferi, sul mercato ormai da molti anni, rappresentano ancora oggi una soluzione valida per coniugare risparmio energetico e necessità di riscaldare l’ambiente.


Scopriamone caratteristiche, vantaggi, svantaggi e modalità di manutenzione.

Termosifoni in ghisa: come funzionano

Il principio di funzionamento dei termosifoni in ghisa è molto semplice: il radiatore è composto da tubi collegati alla caldaia, all’interno dei quali avviene il passaggio del calore.

L’acqua riscaldata dalla caldaia sale in direzione dei caloriferi. Inoltre è presente un meccanismo di circolazione dell’acqua inverso, che serve a rimandare alla caldaia l’acqua da riscaldare nuovamente e da trasformare in calore.

Oltre ad una valvola dello spurgo, un termosifone è provvisto anche di una valvola termostatica che permette di regolare e limitare la portata del fluido in ingresso e di tappi per termosifoni in ghisa, ovvero valvole di chiusura per le uscite non utilizzate.


Termosifoni in ghisa: il materiale

Iniziamo dal materiale: la ghisa è una lega metallica ferro-carbonio.

Si parla di ghisa se la percentuale di carbonio oscilla tra il 2,06% e il 6,67%. Se la quantità è inferiore al minimo allora si parla di acciaio.

  • La ghisa è un materiale duro, pesante ma abbastanza fragile.
  • Resiste infatti poco ai processi di flessione e trazione ma in compenso non è soggetto a erosione o corrosione.
  • Non è malleabile né plasmabile ma possiede un’ottima fusibilità a temperature non troppo alte.
  • È il materiale di riferimento nel settore termo-sanitario, per i caloriferi ed il riscaldamento domestico.

I termosifoni in ghisa, molto vintage, sono un po’ pesanti ma affidabili e immarcescibili.



Termosifoni in ghisa: tipologie

Fondamentalmente ci sono due tipi di caloriferi in ghisa.

Termosifoni in ghisa a colonne

I più retró nonchè i più tradizionali. Presentano elementi tubolari tra loro distanziati tra loro che ne permettono una facile e rapida pulizia. Sono modulari e si adattano perfettamente alle dimensioni di ogni singola stanza.

Termosifoni in ghisa a piastre

Sono i modelli più moderni e dal design più accattivante. Belli e funzionali: essendoci poco spazio tra gli elementi strutturali, il rendimento del calorifero è massimizzato, così come il relativo irraggiamento di calore.

I vantaggi

Tra i principali vantaggi di un termosifone in ghisa elenchiamo:

  • Alta affidabilità e resistenza: la lega ferro-carbonio permette un alto rendimento ed ha una resistenza ultra decennale
  • Costi di manutenzione contenuti: la ghisa è pressoché inattaccabile dagli agenti esterni, in primis la ruggine. Questo tipo di termosifone non è quindi soggetto a corrosione
  • Elevata inerzia termica: anche una volta spento l’impianto, il termosifone in ghisa riesce a propagare calore nell’ambiente
  • Componibilità: i termosifoni in ghisa sono modulari e permettono di aggiungere o rimuovere elementi a seconda dello spazio a disposizione e alle personali necessità energetiche
  • Sicurezza: sono estremamente sicuri. Il rendimento dipende tuttavia dalla pulizia, dalla manutenzione, dalla qualità dell’acqua, etc…
  • Posizione: sia in orizzontale che in verticale, possono essere montati in qualsiasi punto della stanza: accanto o dietro a sedute come divani e poltrone vintage, sotto le finestre, dietro le porte etc…
  • Design: sebbene qualcuno li possa considerare vecchi e pesanti, rappresentano in realtà un elemento intramontabile che non passa mai di moda e si adegua perfettamente ad ogni tipo di abitazione. Anche in una casa moderna conferiscono infatti quel tocco retrò. Tuttavia, esistono anche modelli moderni e dalle decorazioni raffinate.

Gli svantaggi

Dopo tanti vantaggi passiamo ora alle note dolenti. Anche questo tipo di termosifoni non è indenne da qualche pecca. Vediamole nello specifico.


  • Tempi di riscaldamento molto lunghi: impiegano molto tempo per riscaldarsi. Ciò significa che non sono i più adatti per le seconde case, quelle “poco vissute”, o semplicemente se la casa resta disabitata per buona parte della giornata.
  • Grandi quantità di acqua: necessitano di molta acqua per per mettersi in funzione
  • Trasporto e installazione impegnativi a causa del peso dei termosifoni stessi
  • Revisione e manutenzione costanti: pulizia esterna, lavaggio interno e sfiato, verniciatura, sono solo alcune delle opere operazioni da effettuare con regolarità per mantenere gli elementi in buono stato

Termosifoni in ghisa o alluminio?

Siete in dubbio tra ghisa e alluminio? La differenza principale riguarda tempi e le modalità di riscaldamento.

L’acciaio si scalda e si raffredda rapidamente, è quindi indicato per chi trascorre la maggior parte delle ore di una giornata fuori casa o per una seconda abitazione.
Per chi invece trascorre buona parte della giornata in casa, i termosifoni in ghisa sono la soluzione ottimale.

A favore dei termosifoni in alluminio, anche i fattori estetica e costi.

Termosifoni in ghisa moderni

Nonostante tutti i loro vantaggi, questi termosifoni non sempre si allineano con le esigenze estetiche di chi vuole ristrutturare casa.

Esistono però anche modelli dal design moderno, con forme e colori che si adeguano a stili di arredo contemporaneo e minimalista. Una delle soluzioni più interessanti sono i modelli verticali che si allungano sulla parete con poche colonne.

L’alternativa, sempre di design, è il radiatore in ghisa orizzontale.
Senza dimenticare i radiatori con forme particolari.
Non da ultimo  rappresentano un pezzo di arredo vintage in un ambiente moderno.

Manutenzione

I termosifoni in ghisa richiedono una manutenzione periodica che riguarda la pulizia e lo sfiato.

Come pulire i termosifoni in ghisa

Si tratta di un’operazione che richiede tempo e pazienza e che va eseguita con periodicità regolare, più o meno una volta al mese.


La prima cosa da fare è rimuovere la polvere tramite una spazzola a manico lungo o con un ventilatore, in quest’ultimo caso occorre avere l’accortezza di porre dietro al radiatore un panno.

Eliminata la polvere, si può quindi intervenire sulle macchie più datate usando una miscela di acqua e detersivo neutro da spruzzare e lasciare agire per almeno 15 minuti. Se le macchie sono piuttosto resistenti, ripetere la procedura con uno sgrassatore.

Eseguendo la pulizia con vapore si riesce anche a prevenire l’insorgere della muffa.

Come sfiatare i termosifoni in ghisa

Operazione indispensabile da effettuare poco prima del periodo dell’accensione dei caloriferi.

Rimuovendo l’aria all’interno degli elementi si garantire l’efficienza dell’impianto, evitando che le bolle d’aria impediscano al riscaldamento di diffondersi in maniera omogenea.

Ecco come procedere:

  • sistemare una bacinella sotto la valvola di sfiato
  • ruotare in senso antiorario la valvola per aprirla del tutto
  • lasciar aperta la valvola per far defluire aria, aria mista ad acqua ed acqua sporca, e poi ancora aria
  • chiudere la valvola di sfiato

Verniciare i termosifoni in ghisa

Se i termosifoni sono molto datati, quasi sicuramente avranno un colorito giallognolo. In questo caso è utile procedere alla loro riverniciatura per ravvivarli e dare nuova luce anche all’ambiente.

Ecco le fasi da eseguire:


  • rimuovere il termosifone dal muro
  • proteggere pareti e pavimento con del cartone
  • pulire il termosifone
  • carteggiare con carta abrasiva ed eliminare eventuali macchie di ruggine
  • pitturare con lo smalto per termosifone utilizzando un pennello piatto (per le parti frontali e laterali) ed uno curvo (per le parti interne).

Lasciare asciugare la pittura e rimontare il termosifone una volta ultimata l’operazione.

Migliore caldaia per termosifoni in ghisa

Ruolo fondamentale quello rivestito dalla caldaia.

Quella tradizionale è la più adatta per il loro funzionamento dal momento che hanno tempi di funzionamento simili.

Prezzi dei termosifoni in ghisa

I radiatori in assoluto più costosi sono quelli in acciaio, mentre quelli in ghisa hanno prezzi leggermente più elevati rispetto a quelli in alluminio.

Il prezzo dipende sostanzialmente dalla forma dei moduli (a colonne o a piastre) e dal numero dei moduli installati, ma anche dalla regione, dalla stagionalità e dalla qualità delle materie prime.

Sulla spesa finale incidono anche le finiture scelte.

  • In linea di massima possiamo dire per un termosifone in ghisa a colonne da 3 elementi i prezzi possono oscillare tra i 50 ed i 250 euro.
  • Per l’installazione si va dai 300 ai 1.500 euro. Ciò dipende dalle eventuali modifiche da apportare agli impianti esistenti e alla creazione della predisposizione dell’attacco per calorifero in ghisa.
  • Per la sostituzione, i prezzi sono leggermente più contenuti: dai 30 ai 150 euro a calorifero, cui va aggiunta la spesa della manodopera.

Altri consigli per il riscaldamento in casa

Eccovi qualche idea per ottimizzare il risparmio sul riscaldamento domestico ed avere una casa sempre più calda.

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