Scia – segnalazione certificata di inizio attività: la guida pratica

La SCIA è la segnalazione certificata di inizio attività: costi e procedure da seguire quando si avviano dei lavori di ristrutturazione in casa.

La SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) è una procedura necessaria che serve per comunicare agli uffici preposti del Comune l’avvio dei lavori di ristrutturazione e non solo.

Vediamo ora come muoverci e quali passi seguire per essere in regola con i lavori e non avere problemi.

Scia: cos’è e di cosa stiamo parlando

La SCIA è un documento fondamentale che è andato a sostituire la precedente DIA (Denuncia Inizio Attività).

Questo importante passaggio amministrativo è avvenuto con la Legge 122/2010, con cui si è tentato di snellire alcune procedure burocratiche che riguardavano i lavori di ristrutturazione.




La SCIA deve essere depositata non solo per questa tipologia di interventi, ma anche per lavori di manutenzione straordinaria, risanamento conservativo, restauro.  Si tratta dunque di operazioni che non richiedono il rilascio del permesso di costruire.

L’intero procedimento è disciplinato dall’art. 19 della legge 241/90 e produce effetti immediati. Questo significa che dal momento in cui avviene il deposito è possibile subito iniziare i lavori.

Scia segnalazione certificata di inizio attività

Scia: procedure da seguire

Prima di iniziare ad effettuare i lavori, bisogna aprire la SCIA mediante presentazione cartacea o telematica dell’apposita modulistica:

  • questa deve essere compilata in ogni sua parte e deve essere accompagnata dalle dovute autocertificazioni. Bisogna allegare anche eventuali relazioni tecniche e planimetrie, rilasciate da un professionista abilitato. Questi documenti servono per descrivere la tipologia di intervento a cui si sottoporrà l’edificio. Bisogna inserire anche l’attestazione dei dovuti pagamenti.
  • In alcuni casi sono richiesti altri documenti specifici quali ad esempio l’autorizzazione paesaggistica, l’autorizzazione sanitaria della ASL, la certificazione energetica.
  • L’amministrazione ha 30 giorni di tempo dalla presentazione del modulo per effettuare i dovuti controlli di veridicità ed eventualmente predisporre il blocco dei lavori.
  • Tuttavia è bene precisare che anche una volta trascorso questo lasso di tempo, ci sono particolari situazioni in cui si può ugualmente procedere. Nello specifico si fa riferimento a rischi per il patrimonio artistico, culturale e/o ambientale oppure a pericoli per la difesa pubblica e la salute.
  • Come già precisato, una volta depositata la segnalazione certificata di inizio attività si possono iniziare subito i lavori. In alternativa si ha 1 anno di tempo. Il documento resta valido per 3 anni e una volta terminati i lavori bisogna presentare relativa comunicazione.

I costi della segnalazione certificata di inizio attività

I costi da sostenere sono legati alle spese dei diritti di segreteria e istruttoria a cui vanno eventualmente aggiunti gli oneri di urbanizzazione e il costo di costruzione.

Casi eccezionali

Ci sono situazioni particolari in cui la SCIA viene depositata in tempi non conformi a quelli stabiliti dalla normativa. Vediamo meglio cosa sono la SCIA tardiva e la SCIA in sanatoria.

  • Si parla di SCIA tardiva quando quest’ultima viene presentata appunto in ritardo. Ciò significa che i lavori sono già iniziati, ma non ne è stata data comunicazione. In questi casi sono previste delle sanzioni che partono da un minimo di 516 euro.
  • La SCIA in sanatoria è definita tale quando non solo i lavori sono iniziati, ma sono stati portati anche a compimento. Per questo specifico caso si richiede un accertamento di conformità, proprio come accadeva con la DIA. Ovviamente saranno previste delle sanzioni aggiuntive.

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