Intonaco per interni ed esterni: i materiali migliori e le tecniche di stesura

Tutto quello che c’è da sapere sull’intonaco per realizzare delle pareti belle e funzionali in casa.

A cosa serve

L’intonaco ha la funzione essenziale di proteggere le pareti e prepararle alla tinteggiatura. È un passaggio fondamentale quando ci si appresta a ristrutturare casa, sia che riguardi gli esterni che l’interno.

Rappresenta la parte più esterna del muro, così come dei soffitti e si tratta essenzialmente di un rivestimento di tipo minerale.

  • È fondamentale la sua capacità di evitare le infiltrazioni di acqua e umidità e di resistere agli agenti atmosferici, soprattutto se interessa muri esterni.
  • Viene pensato anche per livellare la superficie laddove vi siano discrepanze.
  • Può avere uno spessore variabile, da qualche millimetro a pochi centimetri. Questo dipende dalla tipologia di strato, come vedremo tra poco.

intonaco tipologie



I diversi tipi

Questo rivestimento è costituito da inerti e leganti: i primi sono materiali che non subiscono modificazioni chimiche, come la sabbia, i secondi invece si trasformano a contatto con l’acqua o l’aria, come calce e cemento.

Generalmente il rapporto volumetrico fra inerti e leganti per la formazione dell’intonaco è di 1:3.

Tra i diversi leganti utilizzati, quello più tradizionale è indubbiamente la calce, anche se negli  ultimi anni si tende a utilizzare anche il cemento. Esistono poi gli intonaci a base di argilla o di gesso.

L’industria edilizia ha introdotto anche materiali diversi, come la cellulosa, il fumo di silice e l’amido.

Oggi sul mercato è presente una vasta scelta, proprio per venire incontro alle esigenze delle varie abitazioni.




Intonaco deumidificanti

Chi ha problemi di umidità può puntare ad esempio su intonaci deumidificanti.

Si distinguono per un alto livello di macroporosità, presentano quindi piccole bolle: questa caratteristica ne aumenta la superficie traspirante permettendo loro di traspirare meglio l’acqua nell’ambiente e di eliminare l’umidità di risalita.

Attenzione: in ambienti scarsamente ventilati anche questa tipologia speciale si rivela inutile contro l’umidità.

L’aria viene infatti saturata dall’umidità senza ricambio.

Intonaco termico e ignifugo

Chi vuole aumentare la coibentazione termica può pensare a intonaci termoisolanti.




Esistono anche tipologie fibrorinforzate che vanno utilizzate per riparare crepe e fessure.

Allo stesso modo posso essere realizzati intonaci ignifughi, per chi ha necessità di rinforzare una parete contro il fuoco

Sono realizzati con  vetro espanso riciclato, cemento e calce idraulica naturale.

Questa aggregazione li rende molto resistenti al fuoco al divisorio ma sono anche ottimi isolanti termici in generale.

Esistono anche rivestimenti completamente naturali, privi di sostanze chimiche nocive per la salute dell’uomo.




Infine ci sono gli intonaci premiscelati, già pronti all’uso e venduti in appositi sacchetti. Bisogna solo aggiungere acqua.

Gli strati e lo spessore

Quando si stende il rivestimento sulla parete, vengono eseguiti più strati, ciascuno con una propria funzione.

  • Il primo strato è chiamato rustico, ma anche abbozzo o rinzaffo: va a livellare la parete, cercando di creare una superficie uniforme. Lo spessore va da 1 a 2 cm.
  • Il secondo strato è detto fine o arriccio ed è quello che assicura anche l’impermeabilità. È dotato di una resistenza maggiore e non è spesso più di qualche millimetro.
  • In alcuni casi segue un terzo passaggio, chiamato stabilitura, velo o intonaco civile. È utile per definire la superficie e renderla completamente liscia. Anche in questo caso lo spessore sarà di pochi millimetri.

intonaco caratteristiche

Come si stende

Per assicurare un buon lavoro, è necessario rispettare una serie di parametri. Innanzitutto è consigliato scegliere solo materiali di qualità, ma è bene anche seguire delle dritte sulla messa in opera.

Ad esempio si consiglia di intervenire in condizioni atmosferiche con umidità al 65% e temperature tra i 5 e i 35 gradi.




Bisogna anche tener conto di un giusto lasso di tempo tra la stesura di uno strato e l’altro, di modo da evitare eventuali distacchi o disgregazioni.

Intonaco interno ed esterno: caratteristiche

Le miscele per gli intonaci da interni sono diverse da quelle per gli esterni. Negli ambienti interni deve evitare la formazione di umidità e condensa, quindi l’aspetto principale è la necessità di assorbire umidità.

Al contrario un rivestimento realizzato per la facciata di una casa, dovrà resistere in maniera adeguata a pioggia, neve e vento, quindi avrà necessariamente una resistenza superiore. Inoltre dovrà consentire alla parete di respirare.

Indubbiamente questo tipo è maggiormente soggetto ad usura e con il corso del tempo potrebbe manifestare rigonfiamenti.

Per questo motivo si possono utilizzare dei protettivi appositi, disponibili in commercio.

Per migliorare la stabilità, a volte si utilizzano anche delle reti porta-intonaco, che possono essere metalliche o plastica e vanno a posizionarsi tra muro e intonaco.

Alte informazioni utili prima di ristrutturare casa

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