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Macramè: cos’è e come iniziare

Tutto sull'arte decorativa dell'intreccio di nodi

Il macramè è una tecnica di intreccio di origine araba. Una tecnica totalmente manuale basata sull’intreccio di annodati. Non servono aghi, macchinari né uncini, ma solo grande abilità e tanta pazienza. Di origini molto antiche, il macramè è tornato alla ribalta negli ultimi anni come elemento decorativo per abiti e accessori, nonché per la creazione di oggetti ornamentali con cui abbellire la casa.
Se stai pensando di avvicinarti all’arte del macramè, questa guida fa proprio per te. Ti spiegheremo infatti cos’è il macramè e cosa ti serve per avvicinarti a quest’arte.


Cos’è il Macramè?

Il macramè è una antica tecnica di intreccio. Consiste infatti nella realizzazione di nodi successivi. Una tecnica che dà vita ad un gioco di fili che, intrecciati e annodati fra loro, creano trame e pattern molto decorativi, perfetti per creare ed abbellire abiti, arredi, oggetti, borse e bijoux. Per realizzarli basta una buona manualità ed anche una buona dose di fantasia.

Tipologie

Possiamo distinguere tra:

  • macramè, usato per decorare oggetti o realizzare borse e amache
  • micro-macramè, impiegato per la creazione di gioielli e bijoux

La tecnica di intreccio dei nodi è sempre la stessa. A cambiare, però, è la dimensione dei fili utilizzati.

Significato del nome

Le origini del macramè affondano nella cultura araba. Pare che il suo nome derivi dalla fusione di due vocaboli: mahrana, che vuol dire “frangia” e rame, che significa “nodo”. Chiaro richiamo alla tecnica.

Chi ha inventato il macramè?

Pare che l’arte del macramè venne importata nel Quattrocento dai marinai genovesi che, durante le lunghe ore di traversata, ingannavano il tempo intrecciando nodi per creare vari ornamenti e manufatti da usare come merce di scambio.

Che tessuto è il macramè?

Si tratta di un tessuto a scopo prettamente decorativo-ornamentale che può essere realizzato con varie tipologie di tessuti: lana, cotone, iuta, fibra sintetica, canapa


A cosa serve il macramè?

Nei tempi passati, il macramè veniva usato principalmente per la realizzazione dei corredi di matrimonio. In epoca vittoriana divenne anche un diffuso passatempo delle dame. Caduto in oblio per un bel po’ di tempo, tornò alla ribalta negli anni ’70 grazie ai Figli dei Fiori.

Attualmente è una moda che sta riscuotendo sempre più successo, soprattutto grazie a internet e ai social, canali attraverso i quali moltissime persone pubblicano quotidianamente le loro creazioni.

Con il macramè si possono fare davvero tantissime cose, dalle creazioni vere e proprie agli orpelli prettamente decorativi. Vediamo alcuni esempi:



  • decorare i tessuti di alcuni capi d’abbigliamento
  • abbellire accessori, come borse e cappelli
  • creare gioielli: collane, orecchini, bracciali, cavigliere
  • creare decorazioni per le pareti di casa, come arazzi, acchiappasogni o decorazioni da usare al posto dei comuni quadri
  • realizzare portavasi a sospensione che donano un tocco di colore, movimento e vivacità alla casa
  • creare sottopiatti e sottobicchieri per una tavola elegante

Ed ancora, con il macramè possiamo realizzare tende, portachiavi, tappeti, copri vasi, paralumi, porta rotolo carta igienica…

Macramé

Insomma, le creazioni possibili sono pressoché infinite. Basta solo farsi trasportare dalla fantasia. L’importante è apprendere la tecnica base e armarsi di santa pazienza.

Cosa si usa per fare il macramè?

Di solito, per la trama base, si usano filo di cotone, lino o canapa. A piacere, è poi possibile aggiungere decorazioni di vario genere, come piccole pietre, gemme e perline.

In generale, per i progetti e le decorazioni da interno, sono da preferire le corde in fibra naturale, come il cotone. Di contro, per i progetti da esterno, è meglio prediligere materiali più resistenti come le corde in fibra sintetica, ad esempio il nylon.

In pratica, la scelta del filato dipende da quel che si vuole realizzare.È bene sapere che, quanto più spesso è il diametro del filato, più grande risulterà la trama del progetto. Pertanto, un filato con diametro minore sarà adatto per progetti fini, come la creazione di monili e bijoux.


Per i principianti che si avvicinano per la prima volta al mondo del macramè, è consigliato l’uso del filo di cotone. Dallo spessore grosso, è il materiale più adatto perché consente di fare pratica.

Come si inizia il macramè?

Ci sono schemi precisi da seguire per realizzare le opere in macramè. Tuttavia, il punto di partenza sono i nodi, la base delle creazioni in macramè e quindi le prime cose da imparare.

Ce ne sono di diversi tipi, ma sicuramente il più facile tra tutti da imparare è il cosiddetto nodo semplice o singolo che rappresenta anche il punto di partenza per la realizzazione degli altri nodi.

La tecnica base si fonda sulla realizzazione del nodo semplice. Vediamo come procedere.

Usando degli spilli, fissate il filo alle sue estremità alla base. Intanto, con un altro filo, create un’asola rivolta verso l’alto e fatela scorrere sotto il precedente filo.

A questo punto, fate passare le due estremità del secondo filo nell’asola. In particolare, dovete far passare il filo inferiore sopra a quello superiore, mantenendo l’asola abbastanza ampia, per farli poi coincidere nel punto centrale, dove il filo inferiore entra nell’asola creata.

Eseguite questo procedimento in maniera opposta, ed otterrete una lavorazione a spirale, ovvero, il macramè tipico.

Un derivato del nodo semplice è il nodo cordoncino che prevede l’utilizzo di due fili annodatori da incrociare per realizzare due nodi semplici.

Per quanti volessero imparare a fare il macramè, ci sono vari libri e numerosi tutorial su internet che spiegano le diverse tecniche per realizzare i nodi ed anche alcuni progetti un po’ più elaborati.


Come fare il macramè?

Una volta presa una buona manualità con la tecnica base, è importante conoscere i diversi nodi. Ecco qui di seguito i principali.

  • Nodo piatto o nodo macramè: il nodo base
  • Nodo testa d’allodola: fondamentale per avviare il macramè perché consente di appendere il macramè al supporto
  • Nodo mezzo piatto
  • Punto coperta o mezzo intoppo
  • Nodo della bacchetta: può essere orizzontale, verticale o obliquo
  • Nodo di Carrick
  • Nodo testa del moro

Consigli pratici su tecnica e strumenti

Come si sarà ben capito, per fare il macramè non servono macchinari. Si tratta infatti di una tecnica totalmente manuale, che richiede una grande abilità e molta pazienza.

Per lavorare, è necessario avere a disposizione 3 elementi fondamentali:

  • un piano d’appoggio stabile (tavolo della cucina, tavolino del soggiorno, cuscino imbottito)
  • il filo del tessuto preferito (per chi è alle prime armi, meglio il cotone)
  • spilli, per fissare il filo al piano d’appoggio

Oltre, ovviamente, a un metro da sarta e un paio di forbici ben affilate che non rompano le fibre del filo. La cera d’api permette di lavorare con maggiore facilità, evitando che il filo si sfilacci.

In base al progetto che si vuol realizzare, è bene procurarsi anche alcuni elementi decorativi, come cabochon di pietre preziose, fiori secchi, perle, nastri etc… da inserire tra i nodi.

Per le decorazioni murali si utilizzano spesso grandi perle di legno.

Come calcolare quanto filo serve per il macramè?

Per prima cosa, ricordare che il filo deve essere lungo abbastanza per completare l’opera senza rimanere senza.

Indicativamente, per progetti a nodi stretti, si consiglia di acquistare un filo che sia lungo almeno 5 volte tanto la trama che si ha intenzione di creare.

  • In caso invece di progetti che prevedono nodi complessi, la lunghezza della creazione dovrà essere moltiplicata per 6.
  • Nel caso invece di un progetto con nodi sciolti o motivi traforati, la lunghezza finale del lavoro va moltiplicata per 4.

Come si tratta il macramè?

Lo si può lavare in lavatrice a 30°. L’importante, però, è riporlo in un sacchettino perché non si impigli all’interno dell’oblò. Si può anche stirare, purché la temperatura del ferro sia molto bassa.

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