Gravity Light: una lampada che sfrutta la gravità per funzionare

Andiamo a scoprire insieme il progetto Gravity Light, una lampada ad impatto zero nei consumi dato che sfrutta la gravità per funzionare

Anche se può sembrare incredibile, molte zone del nostro pianeta vengono ancora illuminate con lampade a cherosene. Ciò accade soprattutto nei paesi più poveri e soprattutto nelle zone dove non è disponibile l’erogazione di energia l’elettrica. La nafta, fonte di illuminazione primaria per queste regioni, arriva quindi a produrre ben 244 milioni complessivi di tonnellate di anidride carbonica ogni anno, il che equivale in termini pratici ad una imminente catastrofe ambientale per il nostro pianeta.

Gravity Light

Gravity Light

Alla luce di un tale impatto ecologico, molti studi stanno elaborando delle soluzioni alternative per rifornire di illuminazione anche le zone più povere del mondo, senza inquinare e sfruttando sistemi a bassissimo costo. Ecco quindi arrivare Gravity Light, un progetto elaborato da Martin Riddiford e Kim Reeves che, per conto della compagnia di innovazione e design londinese Therefore hanno progettato un sistema di illuminazione sicuramente alternativo.

Gravity Light è una lampadina che non chiede di essere collegata con spine oppure alimentata con batterie. La sua alimentazione sfrutta, infatti, la forza di gravità, proponendo un sistema molto simile a quello di un orologio a pendolo con contrappeso.




GravityLight: lighting for the developing countries from Therefore on Vimeo.

In tutta semplicità, la lampadina si carica attraverso il movimento di un sacchetto appeso, che viene riempito con nove chili di materiale. Nel momento in cui il sacchetto si solleva, si attiva automaticamente un meccanismo di ingranaggi interno, una sorta di moto perpetuo, che accende un led che è in grado di fornire luce per trenta minuti circa.

Servono 3 secondi per mettere in moto il peso, a fronte di una resa che si rivela illimitata e di una luce pulita, priva di richieste energetiche e quindi gratuita. Gravity Light permette inoltre di regolare il flusso luminoso secondo le proprie esigenze e, in un futuro non così lontano, lo stesso meccanismo potrebbe essere impiegato per alimentare e ricaricare i nostri dispositivi multimediali.

Gravity Light si trova attualmente ad una fase di prototipo ed è possibile contribuire al progetto mediante una donazione in crowdfunding nel portale IndieGoGo.

In questa pagina è possibile partecipare attivamente al progetto e leggere quali sono le intenzioni dei due progettisti. Si tratta di un progetto pensato per chi necessita di avere luce a costo zero perché non può permettersela, quindi basato sulla volontà di unirsi a Organizzazioni Non Governative e di distribuire la lampada a gravità in regioni socialmente ed economicamente svantaggiate.

Il sito ufficiale del progetto Gravity Light è comunque questo:

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ELENA

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