Doccia ecologica: il progetto Phyto Purification di Jun Yasumoto

Eccovi un bel progetto di ecodesign sostenibile per realizzare una doccia ecologica che riduca sensibilmente il consumo di acqua domestico

Anche la doccia può, da oggi, trasformarsi in un momento di comunione ecologica e in una pratica molto ‘green’. Il progetto si chiama Phyto Purification ed è stato realizzato dal designer giapponese Jun Yasumoto in collaborazione on i designer Alban Le Henry, Olivier Pigasse, Vincent Vandenbrouck, i quali si sono impegnati per generare una doccia ecologica che potesse reimpiegare sempre la stessa acqua, purificandola e rendendola quindi pulita e disponibile per infiniti lavaggi.

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Doccia ecologica: ecco il progetto Phyto Purification del designer Giapponese Jun Yasumoto

Come funziona la doccia ecologica progettata da Jun Yasumoto?

Acqua, piante e sabbia sono gli elementi di base che servono per attuare questo progetto così speciale e che stanno alla base del funzionamento dei sistemi sanitari ultra ecologici di nuova generazione. La sala da bagno del futuro diventerà quindi un giardino acquatico? Può darsi, in quanto il sistema di Phyto Purificazione prevede che venga realizzata un piccola giungla acquatica fatta da piante ben selezionate come il giacinto di palude, le canne di bambù, i giunchi e le lenticchie acquatiche.

Queste specie così particolari ospitano una colonia di batteri che trasforma le impurità dell’acqua in nutrimento per le piante e l’acqua stessa contribuisce a mantenere belle e sana la vegetazione. L’acqua viene quindi rimessa in circolo e, prima di essere usata, passa attraverso un filtro di carboni che la purifica e la rende assolutamente ideale per lavarsi.

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La filtrazione naturale è quindi il principio di questa doccia, che per il momento rimane un prototipo ma che sta iniziando ad essere considerata come una vera e propria alternativa all’uso delle risorse idriche continue. La mancanza di acqua, soprattutto in regioni molto secche e asciutte del pianeta conduce infatti le persone a non poterne disporre a sufficienza nemmeno per l’alimentazione o per il consumo di acqua domestica, quindi invenzioni intelligenti come questa potrebbero rappresentare la svolta nella concezione del bagno del futuro, dove la tecnologia si propone al servizio della natura e la introduce amabilmente negli spazi abitativi.

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Molti studiosi e designer si sono finora confrontati con il problema della depurazione dell’acqua, il quale può sembrare insormontabile e quindi richiedere il flusso di acqua fresca continuo. Alcuni scienziati hanno però scelto di guardare alla natura, ma soprattutto alle abitudini dei popoli antichi, i quali non avevano a disposizione le riserve idriche odierne e quindi trattavano l’acqua come un bene prezioso.

Accadeva nel passato ad esempio con l’utilizzo dei semi impiegati nell’antico Egitto, che venivano impiegati come agenti purificatori dell’acqua e accade con questo progetto di ecodesign davvero mirabile, che potrebbe scrivere il futuro del bagno e della gestione delle risorse idriche mondiali.

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ELENA

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