Accessori da cucina

Guida completa alla scelta delle padelle antiaderenti

Spiegazione completa sui materiali per piani a induzione e a gas

Un po’ di storia delle padelle antiaderenti, era il 1954 quando in Francia l’ingegnere Marc Grégoire applicò un rivestimento detto PTFE (politetrafluoroetilene), ovvero il Teflon che fu scoperto nel 1938, a una padella di alluminio. Fu in quel momento che naque il marchio Tefal che iniziò la produzione a livello commerciale segnando l’inizio della diffusione delle pentole antiaderenti.

Padella antiaderente

Scopri tutto sul Teflon con la guida di DM

Fu un passaggio importante nella storia del design industriale applicato agli utensili da cucina, perchè unì innovazione tecnologica e praticità quotidiana.

Padella teflon antiaderente
Padella teflon antiaderente

Oggi l’offerta di mercato per le pentole antiaderenti è larghissima e sceglier non è solo una questione di praticità o di design ma anche di materiali. Comprendere come funziona il sistema antiaderente, da quali elementi è composto e quali differenze esistono tra i vari rivestimenti antiaderenti permette di fare scelte più mirate, consapevoli e durature.

Cos’è il rivestimento antiaderente

Il rivestimento antiaderente sulle padelle nasce per risolvere uno dei problemi più comuni in cucina, il cibo si attacca al fondo. Grazie a questa sorprendente soluzione, è possibile cucinare usando meno grassi e pulire la padella più facilmente.

Come viene realizzato il rivestimento della padella antiaderente

Il rivestimento antiaderente viene realizzato a strati applicati ad una padellla in alluminio o acciaio.
La superficie viene trattata precedentemente per garantire che gli strati antiaderenti si incollino, poi viene ricoperta da uno o più strati di materiale che garantisce il sistema antiaderente. La qualità del rivestimento antiaderente dipende dal numero di questi strati, dalla loro uniformità, dal materiale utilizzato e dal metodo con cui vengono applicati, che sono a spruzzo, a rullo oppure a immersione.

Più strati antiaderenti significano maggiore efficacia della padella, una maggiore resistenza ai graffi e lunga durata nel tempo.

Quali sono i materiali antiaderenti

Le soluzioni per le padelle antiaderenti sono diversi, vediamo i principali:

  • PTFE (Teflon): tra i migliori materiali, garantisce la massima antiaderenza e una cottura uniforme. Se usato e conservato nel modo corretto risulta molto sicuro. Evitate le temperature elevate.
  • Ceramica: materiali privi di PTFE e PFAS, garantiscono una cucina naturale e la resistenza alle alte temperature. Durano meno del teflon.
  • Materiali rinforzati con particelle minerali o titanio: migliorano la resistenza ai graffi e ai lavaggi e durano di più oltre ad avere buone proprietà antiaderenti, ma non eccezionali, infatti non garantiscono sempre che il cibo non si attacchi al fondo della padella.
  • Superfici smaltate o al plasma: sono poco diffuse, risultano più orientate al design che alla pratica, infatti non garantisco non una grande antiaderenza.

Quale padella antiaderente è meglio per la salute

Il suggerimento principale che ci sentiamo di dare è di scegliere padelle certificate e che non hanno sostanze nocive come PFOA (acido perfluoroottanoico) e PFAS (sostanze alchiliche perfluorurate e polifluorurate). Evitate il surriscaldamento e i graffi, e soprattutto, se la pentola è rovinata occorre cambiarla.

Quale padella antiaderente scegliere per piano a induzione e a gas

Le padelle antiaderenti devono essere scelte in base al piano di cottura, ecco alcuni consigli

Padelle antiaderenti per piani a Induzione: serve un fondo ferroso, consigliamo quello multistrato, perchè garantisce efficienza energetica e una distribuzione migliore del calore.

Padelle antiaderenti per piani cottura a gas: meglio scegliere padelle che resistono alle alte temperature e con un fondo spesso, perchè deve gestire la fiamma diretta.

Perchè si rovina il rivestimento antiaderente delle padelle

Come capita spesso il rivestimento antiaderente si rovina a causa dell’usura e di una cura trascurata nel tempo. I I graffi dovuti a utensili metallici oppure un lavaggio aggressivo compromettono la superficie antiaderente. Anche il surriscaldamento della padella antiaderente soprattutto quando è vuota contribuisce a ridurre la durata del rivestimento antiaderente, compromettendo l’efficacia della cottura che diventa meno uniforme eil cibo si attacca al fondo!

Padella antiaderente rovinata
Padella antiaderente rovinata

Guida per conservare a lungo una padella antiaderente

  1. Evitare utensili in metallo: meglio accessori in legno, silicone o nylon, perchè non graffiano la superficie.
  2. Non surriscaldare mai la padella vuota: il calore eccessivo può danneggiare il rivestimento antiaderente in modo irreparabile e costringere a cambiare la padella.
  3. Lasciare raffreddare sempre la padella prima di lavarla: gli sbalzi possono compromettere gli strati del rivestimento.
  4. Lavare la padella a mano quando possibile: con saponi delicati e spugne non abrasive.
  5. Ok la lavastoviglie solo se a 45 °C, evitando cicli intensivi e detergenti aggressivi.
  6. Riporre con attenzione: per questo potete utilizzare protezioni come quelle in tessuto da mettere tra le padelle impilate per evitare i graffi, qui sotto un consiglio:

Scopri altro su pentole e padelle

Pentole Agnelli: padelle, casseruole in alluminio, rame e ceramica

Padelle e pentole antiaderenti Alluflon per una cucina salutare

Migliori padelle per la cucina: la nostra classifica con offerte e prezzi

Migliori padelle per la cucina: la nostra classifica con offerte e prezzi

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio