Guida alla lana di montone, un ottimo isolante naturale a impatto ambientale zero

Scopriamo insieme tutte le caratteristiche della lana di montone, un ottimo materiale naturale isolante sia a livello termico che acustico e sostanzialmente ad impatto ambientale zero.

La lana è una fibra naturale costituita di cheratina, una sostanza proteica (presente anche nei nostri capelli) che si ricava dal vello di pecora e ovini in generale come il montone (il maschio adulto della pecora anche detto ariete) ma anche dal pelo di altri animali come l’angora che si ottiene dal coniglio d’Angora.


La lana è quasi totalmente destinata alla confezione di filati e tessuti attraverso le operazioni di lavatura, cardatura, filatura, tintura e tessitura.

Caratteristiche generali della lana

  • È la più elastica delle fibre tessile naturali.
  • Ha caratteristiche idroscopiche: assorbe fino al 30% dell’umidità restando asciutta.
  • Ha proprietà isolanti: le sue fibre mantengono a lungo il calore.
  • Racchiude grandi volumi di aria che accrescono ulteriormente le proprietà di coibenza del materiale.
  • La lana è soggetta ad infeltrimento un processo che indurisce e compatta le fibre ed è legato alla loro conformazione a scaglie, che, sollevandosi, tendono ad incastrarsi e compattarsi tra loro.

Come si riconosce la purezza della lana

Il metodo più semplice per riconoscere la lana è la prova della combustione: un filo di lana se avvicinato ad una fiamma brucia lentamente con leggero scoppiettio. L’odore emanato dalla lana in combustione è quello caratteristico di una sostanza cornea bruciata (per la presenza di cheratina), simile all’odore dei capelli bruciati.

Storia della lana: dall’autoconsumo alla bioedilizia

La lana proveniente da pecore, capre e montoni è la più diffusa ed è lavorata da millenni. Il vello di lana è stato il primo rivestimento protettivo : già nel Paleolitico l’uomo si serviva di pelli e pelliccia. Nel 4000 a.C. i Babilonesi erano in grado di filare le lane ricavate dagli ovini che allevavano: la lana divenne ben presto merce di scambio in ogni civiltà. Non più solo un bene di autoconsumo ed elemento simbolo di progresso per Greci e Romani.
L’economia dell’Alto Medioevo si fondò sull’allevamento di pecore e capre e quindi su produzione di carne, latte e lana. Molto richieste erano le lane provenienti da alcune zone dell’Inghilterra, della Germania, della Francia, dell’Italia, e dalla Spagna (la lana merinos).
Dal dodicesimo secolo la lana in Italia la lana lavorata per uso tessile era considerata merce di scambio molto famosa: Firenze e Prato furono i centri principali di questa attività. In Toscana (e soprattutto a Firenze) le arti furono dominate proprio dai mercanti iscritti all’arte della lana. Francia, Fiandre e Inghilterra furono gli altri grandi centri della lavorazione delle lane; i primi due si specializzarono soprattutto nella creazione di arazzi.
Segue la rivoluzione industriale e l’avvento dei primi telai meccanici che diedero inizio ad una nuova era. Nel novecento una migliorata capacità produttiva, con costi minori, permise un’ampia diffusione della produzione di lana in moltissimi paesi . Nonostante si siano imposti i mercati mondiali (come Cina e Turchia) grazie anche ai bassissimi costi di produzione il  prodotto di qualità resta ancora made in Italy.
Non esiste un solo tipo di lana: la lana liscia è destinata alla filatura mentre la lana di scarto o troppo riccia come quella del montone è destinata ad utilizzi alternativi con per la realizzazione di pannelli isolanti per la bioedilizia.

La lavorazione del vello fino al riciclo

  • Tosatura: l’operazione di tosatura avviene una volta all’anno, in primavera, al fine di ottenere una lana dalle fibre lunghe detta lana madre destinata all’uso tessile. A volte la tosatura viene effettuata due volte all’anno in modo da ottenere anche una seconda scelta di lana a fibre corte. Durante una prima cernita si sceglie la destinazione d’uso delle fibre in base alla lunghezza, alla resistenza e sottigliezza.
  • Lavaggio e cernita. La massa di fibre di lana viene lavata per eliminare sporco e impurità. Il lavaggio avviene con l’impiego di soluzioni contenenti tensioattivi .
  • Cardatura. Se la fibra è destinata al tessile viene preparata con la cardatura alla fase finale di filatura e torsione delle fibre. La cardatura è eseguita con dei macchinari, costituiti da diverse combinazioni di cilindri rotanti forniti di punte metalliche di differente finezza: le fibre vengono allineate ed ordinate per la filatura.
  • Filatura: il ciclo di lavorazione della lana per ottenere il filato termina con la filatura.

Non tutte le lane sono uguali. Esistono lane lisce, lane sottili, lane grosse e lisce, lane grosse e ricce. Per la filatura le lane migliori sono sottili, lisce. Dal punto di vista termico le lane migliori sono quelle grosse e ricce, perché maggiormente adatte a trattenere l’aria come la lana di montone.
Questa tipolgia di fibra di lana destinata allo smaltimento viene oggi riutilizzate efficacemente in edilizia.

Questa operazione di recupero e riciclo delle lane di grosso spessore ha un valore importante dal punto di vista ambientale dal momento che toglie materiale alle discariche e contribuisce al risparmio energetico con il loro utilizzo finale.

lana di montone

lana di montone: un ottimo isolante naturale


La lana di montone come isolante in edilizia

La lana di pecora o montone è l’unico isolante di origine animale utilizzato in edilizia: ha un consumo energetico ridotto e un impatto ambientale minimo.

Quella destinata all’edilizia dopo la tosatura viene lavata con saponi naturali e sciacquata con soda (carbonato di sodio), poi trattata con sali o derivati di base urea che hanno un effetto antitarmico e ne migliorano la resistenza al fuoco.

Grazie alla sua particolare microstruttura la lana di pecora o montone si propone come ottima e naturale alternativa alle fibre minerali per l’isolamento termico e acustico.

Caratteristiche della lana di montone come isolante naturale

Climatizzante sia contro il freddo sia contro il caldo, è una materia elastica e traspirante, è idrorepellente ma assorbe l’umidità. La materia cerosa (lanolina) che riveste le fibre rende la lana idrorepellente.

Questa caratteristica è importante perché vuol dire che la lana respinge l’acqua in forma liquida. Assorbe il vapore acqueo fino al 33% del suo peso, senza apparire umida, favorendo una regolazione naturale dell’umidità all’interno delle abitazioni. Riduce anche il rischio di condensa con successivi danni alla struttura.

Assorbe e neutralizza le sostanze tossiche presenti nell’aria (formaldeide, ozono).

Autoestinguente: la lana possiede un elevato potere ignifugo: prende fuoco con difficoltà, è autoestinguente, non fonde, non gocciola, carbonizza velocemente e non trasmette la fiamma, sviluppa poco calore e poco fumo. Le fibre della lana subiscono dei danni a temperature maggiori di 250gradi C e la combustione avviene a una temperatura di 660 gradi C.

Adatta sia nel caso di nuova costruzione sia di ristrutturazione e possiede ottime proprietà come materiale drenante e di alleggerimento.

La posa in opera

La lana di pecora è un materiale facile da posare, si può tagliare con delle semplici forbici o a mano.

Per evitare ponti termici i materassini a base di lana vengono fissati alle pareti, al solaio o al tetto, tramite tasselli, chiodi o collanti all’acqua atossici per mantenere elevati gli standard ecologici.


Sul mercato si trova in forma di rotoli, materassini e feltri fino a uno spessore di 10 cm oppure sotto forma di fiocchi e di treccia per riempire piccole intercapedini in pareti, pavimenti, soffitti e per sigillare fessure e interstizi tra murature e infissi.

lana di montone

lana di montone in bioedilizia

In questo caso la posa avviene per insufflaggio sotto pressione, mediante l’inserimento di un tubo in apposito foro praticato nell’involucro.

Un materiale ad impatto zero sull’ambiente

Produrre materiali isolanti a base di lana di montone determina un consumo energetico da 10 a 40 volte minore rispetto alla produzione di un qualsiasi materiale sintetico.
Il prodotto è inodore non crea polvere. Inoltre, può essere compostata, a patto che non sia supportata da fibre in poliestere o plastiche.
La lana di montone può essere compressa fino a 20 volte il suo volume naturale e questo ne facilita il trasporto.

Attenzione alle tarme e alle allergie

Essendo una fibra animale la lana di montone può subire l’attacco da parte di tarme e parassiti.
Non è molto adatta nei casi di elevate sollecitazioni statiche.
E’ infine un materiale sconsigliato alle persone sensibili e allergiche.

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