chalet di montagna minimalista a Lech in Austria

c’è del minimal anche sulle alpi! l’idea di coniugare il design moderno con la tradizione montana dello chalet ha portato a questo insolito progetto di interior.
grazie all’iniziativa dell’architetto katia polletin è nata una baita destinata a residenza per artisti che fa parte di un’iniziativa più complessa che si chiama “allmeinde common grounds” e prevede un centro multi-disciplinare dedicato all’architettura e alle arti dove progettisti e artisti si possono incontrare e studiare.

la cucina vista da dietro

lo chalet ha un’entrata da una grande porta a bilico. fuori nulla fa pensare a quello che si scopre poi all’interno. è un tipico fienile di 140 mq a lech, ma ripensato in chiave minimal. la prima impressione è il vuoto a parte le grandi aperture che inondano di luce l’ambiente.

il letto a scomparsa e la libreria estraibile

infatti si tratta di un unico grande spazio rischiarato di giorno dalle ampie finestre e di sera dalla luce diffusa e morbida le lampade di carta di riso di isamu noguchi. l’unica concessione al caldo e ad un comfort un pò meno brutalista è il tappeto di pelle di zebra.




l'entrata dalla porta a bilico

è come un gioco di costruzioni. infatti le opere di carpenteria celano dentro un unico blocco di legno spazzolato tutti gli arredi, gli armadi e la piccola cucina attrezzata. la decorazione è ridotta al minimo. i muri sono trattati con calce che permette di respirare senza solventi chimici, mentre quasi tutti i mobili sono in legno grezzo – persino le poltrone ed il divano – opera dell’artista nathanaël gluska.

l'ambiente principale dello chalet

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