Inchiesta “Una poltrona per due”

l'italia è famosa nel mondo per le sue bellzze naturali e per le sue creazioni di gusto e di alta artigianalità. prendiamo gli oggetti di arredamento. chi non riconosce nel mondo la sartorialità e il design che contraddistinguono un divano concepito ed eseguito in italia? è un oggetto di design immediatamente riconoscibile quando prodotto da mani esperte di artigiani italiani specializzati e disegnato dalla creatività di un designer italiano.

inchiesta

eppure la cina e altri paesi si sono messi a copiare questo patrimonio di sapienze acquiste nel tempo per produrre imbottiti di dubbia qualità, sfruttando manodopera non specializzata, spesso pagata in nero o sotto il giusto valore di mercato, in strutture fatiscenti che non possiedono i requisiti minimi di sicurezza per i lavoratori, e riuscendo così ad abbattere il prezzo.

il risultato è una concorrenza sleale, sia in cina che sul territorio italiano, dove hanno importato questo modello produttivo, in un settore dove le aziende italiane s'impegnano quotidianamente a creare un prodotto di alta qualità al giusto prezzo, tutelando i loro lavoratori, formandoli adeguatamente, pagandoli in modo equo e salvaguardando la loro sicurezza lavorativa.

per questo pasquale natuzzi, patron del famoso marchio d'imbottiti d'alta gamma, divani&divani, vuole chiarire al consumatore la incredibile differenza tra un oggetto eseguito da manodopera altamente qualificata tutta italiana, ideato e prodotto in condizioni lavorative giuste, da quelli che sono invece manufatti di bassissima qualità, senza nessuna cura dei dettagli e con materie prime scadenti (basti l'esempio dell'eco-pelle, materiale sintetico spacciato per vera pelle), imitando pedestremente modelli originali italiani, sfruttando la disperazione di migliaia di lavoratori spesso illegalmente in italia, e riuscendo così ad avere un prezzo estremamente competitivo.




Questo permette loro di fare una concorrenza sleale a chi lavora seriamente e quindi di sfilare commesse e ordini, specialmente sulla grande distribuzione, dove il fattore prezzo è determinante.

ecco perché natuzzi si è impegnato in una campagna dal significativo titolo di "meid in italy" per spiegare questa situazione ai suoi clienti nel mondo.

ora, purtroppo, a pagare sono i lavoratori e le aziende oneste come natuzzi, che sostengono costi del lavoro molto più elevati ma equi a margini ridotti. mentre le aziende con filiere diciamo più "snelle", grazie ai loro metodi da pirata riescono a praticare prezzi più bassi con margini maggiori e così prosperare ai danni delle aziende serie, che devono chiudere.

anche report, la popolare trasmissione di RAI 3, si è occupata della questione: guarda il video della puntata del 5 giugno 2011 e il pdf dell'inchiesta dedicata.

non è accettabile vedersi "mangiare" quote di mercato sempre più consistenti da chi pratica una produzione con sistemi rapaci senza la benché minima tutela dei lavoratori – dice natuzzi – e spesso evadendo le tasse. a perdere, denuncia la campagna meid-in-italy, saranno sempre più i lavoratori e lo stato. i primi perché rischiano di perdere il loro lavoro visto che le aziende oneste sono in difficoltà, il secondo per le mancate entrate del fisco e il ricorso a sussidi statali per sostenere chi è disoccupato.




natuzzi vuole promuovere il made-in-italy come garanzia di serietà al giusto prezzo per tutelare il consumatore con un prodotto di qualità, e il lavoratore con un trattamento giusto ed dignitoso!

Articolo sponsorizzato

{ 0 comments }

REDAZIONE

TI E PIACIUTO L' ARTICOLO?